Moglie in chemioterapia e marito benestante con l’amante: tutto in regola per un mega assegno di mantenimento di 8 mila euro.

Corte di Cassazione Civile, sentenza n.1893 del 29.01.2014

Nel momento in cui l’intollerabilità della convivenza tra i due coniugi sia determinata da comportamenti di uno dei due che violano i doveri del matrimonio (ex art.143 Codice Civile), un coniuge può richiedere al Giudice di addebitare all’altro la separazione.

L’addebito della separazione è una sorta di sanzione contro la violazione dei doveri familiari e coniugali da parte del marito o della moglie. Va precisato che la sentenza di separazione con addebito al marito o alla moglie presenta notevoli differenze con la “separazione per colpa” che è stata poi abolita con la riforma del diritto di famiglia del 1975.

La Corte di Cassazione più volte si è occupata del tradimento ed ha sempre ricordato che l’infedeltà coniugale può comportare l’addebito della separazione solo se si dimostra che la relazione extraconiugale stata la causa della crisi della coppia e non la sua conseguenza.

In sostanza deve essere stata la relazione extraconiugale ad aver rotto l’equilibrio di una serena vita di coppia.

Al contrario quando i due coniugi attraversano già da tempo una profonda crisi coniugale, il sopraggiungere di un tradimento non può comportare l’addebito della colpa al coniuge fedifrago.

In buona sostanza in caso di separazione bisogna dimostrare il nesso di causalità tra l’infedeltà e il naufragio del matrimonio.

Ebbene, nel caso di cui ci si occupa, con sentenza del 9 maggio 2010 il Tribunale di Milano pronunciava la separazione personale dei coniugi con addebito al marito, a carico del quale pose l’obbligo del versamento di un assegno mensile di Euro 8000,00 in favore della moglie.

In appello, la Corte di Milano, osservava che in relazione alla doglianza concernente l’addebito della separazione al Marito , che i coniugi, sposati sin dal 1962, avevano vissuto una vita agiata, essendo il marito un industriale di successo, e la moglie essendosi dedicata, per scelta comune, esclusivamente alla famiglia, gestendone ed anche investendone le risorse finanziarie, fino a quando il marito aveva intrapreso una relazione con un’altra donna, con la quale era partito per un lungo viaggio mentre la moglie era impegnata in delicate terapie per una patologia tumorale.

La Corte ambrosiana confermava quindi l’entità dell’assegno in favore della moglie, ormai non più giovane ed ammalata, titolare solo di una pensione dell’importo lordo di Euro 5000,00 annui, non essendole sufficiente per mantenere l’elevato tenore di vita goduto durante la vita matrimoniale la mera proprietà di titoli provenienti dalla divisione tra i coniugi.

Alla luce di tutto quanto innanzi esposto, la Corte di Cassazione, conformemente al provvedimento impugnato, ha ritenuto plausibile la motivazione del proprio convincimento circa l’esistenza di un nesso di causalità tra la infedeltà dell’attuale ricorrente ed il naufragio del rapporto matrimoniale di cui si tratta, disegnando un quadro di vita serena ed agiata della famiglia sino all’inizio della relazione extraconiugale del marito , ed, in particolare, sino alla decisione dello stesso di partire per un lungo viaggio con la nuova compagna proprio mentre la moglie, sposata con lui dal lontano 1962, si sottoponeva ad una delicata terapia antitumorale.

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