Separazione e divorzio “facile”: come funziona e quali sono i costi

Articolo pubblicato sul “Quotidiano Italiano” edizione di Barletta del 20 gennaio 2015

http://bat.ilquotidianoitaliano.it/attualita/2015/01/news/separazione-divorzio-facile-come-funziona-quali-i-costi-52568.html/

Approvate esattamente due mesi fa le norme che semplificano la disciplina giuridica della separazione e del divorzio. Niente più tribunali, in determinati casi, per quanti decidono di porre fine al rapporto coniugale; e soprattutto low cost, un bel risparmio economico rispetto alla precedente procedura. Il Comune di Bari, per esempio, ha avviato questa sperimentazione dal 18 dicembre scorso.

Per esaminare tutti gli aspetti dell’importante riforma, abbiamo interpellato il dottor Maurizio Tarantino, giovane consulente legale barese.

LE NUOVE PROCEDURE “FACILI” DELLE SEPARAZIONI E DIVORZI.

Tra le novità del “Decreto Giustizia” (decreto legge 12 settembre 2014, n. 132 convertito con legge 10 novembre 2014, n. 162), nell’ambito delle misure introdotte in materia di giustizia civile, di particolare importanza del Diritto di Famiglia ritroviamo all’articolo 6 la convenzione di negoziazione assistita da uno o più avvocati per le soluzioni consensuali di separazione personale, di cessazione degli effetti civili o di scioglimento del matrimonio, di modifica delle condizioni di separazione o di divorzio; mentre all’articolo 12 “ la separazione consensuale, richiesta congiunta di scioglimento o di cessazione degli effetti civili del matrimonio e modifica delle condizioni di separazione o di divorzio innanzi all’ufficiale dello stato civile”

Ebbene, con tali recenti interventi legislativi, niente più tribunali per le coppie che decidono di dirsi addio consensualmente, basterà il sindaco; in alternativa, l’istituto della negoziazione assistita svolta dagli avvocati.

In mancanza di accordo, l’unica strada alternativa resta sempre quella della procedura giudiziale.

Le procedure alternative introdotte dalla riforma sono di seguito esposte.

1)     NEGOZIAZIONE ASSISTITA (entrata in vigore il 12 settembre 2014).

Trattandosi di “soluzione consensuale”, è necessario l’accordo tra i coniugi che, appunto dovranno sottoscrivere una convenzione con la quale stabiliranno le modalità della separazione o del divorzio ovvero della modifica delle condizioni per la separazione o il divorzio già consumato. La convenzione può riguardare coniugi con o senza figli minorenni o con prole maggiorenne incapace o portatrice di handicap ovvero economicamente non autosufficiente.

I coniugi, nella stipula della convenzione scritta di negoziazione assistita, dovranno obbligatoriamente farsi assistere almeno da un avvocato per parte e concludere il procedimento in un lasso di tempo determinato dalle stesse parti che, in ogni caso, non può essere inferiore a 1 mese né superiore a 3 mesi, prorogabile di ulteriori 30 giorni su accordo delle parti.

L’accordo deve essere redatto per iscritto, a pena di nullità, e sottoscritto dalle parti e dai rispettivi avvocati. Nello stesso poi si deve dare atto che gli avvocati hanno tentato la conciliazione delle parti e informato i coniugi della possibilità di esperire la mediazione familiare.

L’accordo, dalla “data certificataprodurrà i medesimi effetti dei provvedimenti giurisdizionali, pertanto, ad esempio, da quella data decorreranno i termini (3 anni) per l’eventuale domanda di divorzio; l’accordo potrà, inoltre, costituire titolo esecutivo che, in quanto tale dovrà essere integralmente riportato nell’atto di precetto, nonché costituire valido titolo per l’iscrizione di ipoteca

In particolare, se con l’accordo le parti concludono uno dei contratti o compiono uno degli atti previsti dall’articolo 2643 c.c. – trasferimenti di immobili, altri diritti reali e, in generale, degli atti sottoposti a trascrizione -, per procedere alla trascrizione dello stesso, occorre che la sottoscrizione del processo verbale di accordo sia autenticata da un pubblico ufficiale a ciò autorizzato.

In assenza di figli (minorenni o maggiorenni incapaci o non autosufficienti) l’accordo concluso deve essere trasmesso, senza alcun apposizione di termine, al Pubblico Ministero presso la Procura della Repubblica competente per territorio; se questi rileverà delle irregolarità non concederà il “nulla osta”.

In presenza di figli minori o maggiorenni incapaci o non autosufficienti l’accordo, in questo caso dovrà nel termine perentorio di 10 giorni dalla sua conclusione, deve essere trasmesso al PM che può “autorizzarlo” se ritiene lo stesso corrispondente all’interesse dei figli oppure, se non valuta positivamente detto aspetto, lo trasmette entro 5 giorni al Presidente del tribunale.

Oltre al rilascio del “nulla osta” l’avvocato sarà tenuto a trasmettere all’ufficiale dello stato civile del Comune in cui il matrimonio fu iscritto o trascritto, l’accordo autenticato dallo stesso.

2)     SEPARAZIONE, DIVORZIO E MODIFICHE DINNANZI ALL’UFFICIALE DELLO STATO CIVILE (entrata in vigore l’11 Dicembre 2014).

Con tale procedura i coniugi possono concludere, innanzi all’ufficiale dello stato civile (Sindaco), un accordo di separazione personale ovvero di scioglimento o di cessazione degli effetti civili del matrimonio, nonché di modifica delle condizioni di separazione o di divorzio.

La norma precisa che sarà competente territorialmente l’ufficio di stato civile del Comune presso cui è iscritto o trascritto l’atto di matrimonio o il comune di residenza di uno dei coniugi.

Sotto l’aspetto puramente economico, la procedura avrà un costo massimo di 16 euro.

I coniugi, con o senza l’assistenza “discrezionale” di uno o più avvocati, comunicheranno personalmente all’ufficiale dello stato civile la loro volontà di separarsi ovvero di far cessare gli effetti civili del matrimonio o ottenerne lo scioglimento oppure di modificare le condizioni di separazione o di divorzio, secondo le modalità concordate tra essi.

L’atto contenente l’accordo sarà compilato e sottoscritto immediatamente dopo il ricevimento delle dichiarazioni; i coniugi, saranno riconvocati dall’ufficiale dello stato civile non prima di trenta giorni, per la conferma dell’accordo.

Tale l’accordo concluso innanzi all’ufficiale dello stato civile, così come avviene per la negoziazione assistita, produrrà gli effetti di un provvedimento giudiziale sin dalla data dell’atto contenente l’accordo di separazione o divorzio, e non da quella della conferma.

Tuttavia, è importante sottolineare che a differenza della procedura della negoziazione assistita, l’accordo di separazione, divorzio o modifica delle condizioni può essere concluso innanzi all’Ufficiale di Stato Civile:

–        – esclusivamente da coniugi senza figli minorenni o maggiorenni incapaci o portatori di handicap ovvero economicamente non autosufficienti;

–        – non potrà contenere patti di trasferimento patrimoniale (in altri termini,  come da circolare del Ministero dell’Interno n. 19 del 28.11.2014, viene esclusa qualsiasi pattuizione economica come – ad esempio – l’uso della casa coniugale, l’assegno di mantenimento, ovvero qualunque altra utilità economica tra i coniugi dichiaranti).

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...