Assegno di mantenimento ai figli: anche sposati, se con redditi insufficienti

Articolo pubblicato sul “Quotidiano Italiano” edizione di Barletta del 24 febbraio 2015

http://bat.ilquotidianoitaliano.it/attualita/2015/02/news/assegno-di-mantenimento-ai-figli-anche-sposati-se-con-redditi-insufficienti-54594.html/

L’assegno di mantenimento a favore del figlio, corrisposto dall’ex coniuge non convivente della coppia separata o divorziata, affonda la propria ragion d’essere nella tutela che l’ordinamento riserva all’interesse primario della prole. Oltre che per il figlio minorenne esso è dovuto anche per il maggiorenne che non abbia terminato gli studi e che, in ogni caso, non abbia ancora raggiunto la piena indipendenza economica.L’obbligo viene a mancare soltanto nel momento in cui tale condizione venga soddisfatta. Nello specifico, affrontiamo questo tema con la consulenza del dott. Maurizio Tarantino, legale di Bari.

“Al compimento dei 18 anni non si acquisisce di certo automaticamente quell’indipendenza economica che per il vero, sempre più spesso, non si raggiunge nemmeno al completamento degli studi universitari.

Al riguardo giova ricordare che i fondamentali principi dell’ordinamento, quale l’art. 30 Cost., non sollevano il genitore dall’obbligo di mantenimento quando il figlio, raggiunta la maggiore età, non sia ancora in grado di sostenersi autonomamente; è infatti obbligo dei genitori continuare a sostenere i figli, anche rispetto al percorso di formazione professionale e capacità degli stessi: non si può pretendere che un ragazzo che prosegue proficuamente gli studi universitari o di formazione in generale, vada a lavorare  solo perché ha raggiunto la maggiore età, ovviamente quando si ha la possibilità economica e di reddito per sostenere i figli.

Posto questo, i genitori possono ritenersi esonerati dall’obbligo del mantenimento se il figlio si sposa?

Al riguardo la giurisprudenza ha spesso sostenuto che il figlio perde il diritto al mantenimento quando il suo inserimento in altri nuclei familiari interrompa il suo legame e la sua dipendenza (economica e sociale). Per meglio dire, poiché il matrimonio determina il sorgere di un nuovo nucleo familiare nell’ambito del quale marito e moglie attuano una comunione di vita spirituale e materiale e la cui costituzione fa sorgere nuovi diritti e doveri in capo ai coniugi, esso fa anche venir meno il dovere dei genitori al mantenimento dei figli. (In tal senso Corte Appello Roma sent. del 29.4.1995).

Nello specifico, la Suprema Corte di Cassazione ha meglio precisato che, in questi casi bisogna distinguere due situazioni:

– quella del matrimonio inteso come atto (manifestazione di volontà che vincola dal punto di vista giuridico i due sposi)

– e quella del matrimonio-rapporto (situazione di fatto esistente tra marito e moglie e che determina un mutamento sostanziale della loro precedente condizione di vita).

Secondo la Suprema Corte, quindi, solo quando a seguito dell’atto di matrimonio segua l’effettiva costituzione del rapporto nascerebbe quel dovere di contribuzione ai bisogni della nuova famiglia da cui conseguirebbe il venir meno del dovere di mantenimento da parte dei genitori. (In tal senso Cass. n. 2171/2012; n. 5174/2012; n. 1585/2014)

Tuttavia di tutt’altro orientamento è quello cui sono pervenuti i Supremi Giudici con la pronuncia n.1830/11,stabilendo che al genitore spetta l’onere di continuare ad erogare l’assegno fino a quando il figlio non avrà raggiunto l’indipendenza economica. Permane l’obbligo di mantenimento del figlio maggiorenne anche se questi si sposa. Infatti, il matrimonio del figlio maggiorenne, già destinatario del contributo del mantenimento a carico di ciascuno dei genitori, determina l’automatica cessazione del contributo solo se la costituzione del nuovo nucleo familiare esclude la necessità di mezzi di sostegno adeguati per vivere.

In conclusione, se dalla celebrazione del matrimonio dei figli non segua alcun mutamento sostanziale della situazione familiare in quanto i giovani rimangano a vivere con i genitori per via della mancanza di autonomia reddituale (propria e/o del coniuge), in tal caso il giudice potrà valutare di confermare il dovere di contribuzione al loro mantenimento da parte dei genitori.

Difatti il dovere dei genitori di contribuire al mantenimento dei figli maggiorenni è legato alla mancanza di una loro autosufficienza economica; pertanto, qualora i figli si sposino rimanendo a convivere con i genitori per via della mancanza di autonomia reddituale loro e/o del coniuge, l’obbligo al mantenimento da parte dei genitori non potrà ritenersi cessato per la sola celebrazione del matrimonio. Contrariamente, se i figli economicamente autosufficienti restino a vivere in casa, dovranno anch’essi contribuire col proprio reddito ai bisogni della famiglia (art. 315 ult. c. bis codice civile)”.

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