“Divorzio breve” dopo sei mesi o un anno di separazione: le novità in materia

Articolo pubblicato sul “Quotidiano Italiano” edizione di Barletta del 28 maggio 2015

http://bat.ilquotidianoitaliano.it/attualita/2015/05/news/divorzio-breve-dopo-sei-mesi-o-un-anno-di-separazione-le-novita-in-materia-58547.html/

ono entrate in vigore dal 26 maggio scorso le modifiche alla disciplina del divorzio, introdotte dalla riforma cosiddetta del “divorzio breve”, contenuta nella Legge 6 maggio 2015, n. 55 (pubblicata in Gazzetta n. 107/2015). La nuova regolamentazione  interviene sulla disciplina della separazione e del divorzio, riducendo i tempi per la domanda di divorzio, fino a questo momento fissati dal legislatore in tre anni dalla avvenuta separazione giudiziale o consensuale tra i coniugi.

Ne parliamo con il consulente legale di Bari Maurizio Tarantino.

“L’intervento legislativo completa il quadro delle misure acceleratorie in materia di divorzio e di separazione, recentemente introdotte dalla legge 10 novembre 2014, n. 162 di conversione in legge del decreto legge 12 settembre 2014, n. 132 – recante misure urgenti di degiurisdizionalizzazione ed altri interventi per la definizione dell’arretrato in materia di processo civile – che ha previsto la possibilità di bypassare il procedimento di fronte al tribunale mediante la negoziazione assistita da avvocati e gli accordi di separazione e divorzio conclusi davanti all’ufficiale dello stato civile

Dal 26 maggio entreranno quindi in vigore le modifiche alla l. n. 898/1970: la legge, composta di tre articoli, riduce innanzitutto i tempi per proporre la domanda di divorzio.

Non sarà più necessario attendere tre anni dall’avvenuta comparizione dei coniugi davanti al presidente del tribunale; grazie alla nuova normativa, saranno sufficienti 12 mesi dalla comparizione davanti al presidente del tribunale nella procedura di separazione personale o 6 mesi nell’ipotesi di separazione consensuale, anche qualora il giudizio contenzioso si sia trasformato in consensuale.

Nello specifico:

1)     in caso di separazione consensuale, i coniugi per chiedere il divorzio, nel caso in cui abbiano intrapreso una separazione consensuale, potranno farlo una volta che siano decorsi 6 mesi:

– dal momento della loro comparizione davanti al presidente del Tribunale,

– o dal giorno della firma della convenzione (procedura della negoziazione assistita),

– o dal giorno della firma dell’accordo davanti all’Ufficiale di Stato civile (procedura semplificata al Comune).

I coniugi, a seconda che abbiano raggiunto o meno un accordo anche per il divorzio, essi potranno,  con modalità analoghe alla separazione, fare diverse scelte:

– chiedere lo scioglimento del matrimonio attraverso il percorso tradizionale in Tribunale;

– sottoscrivere una convenzione di negoziazione assistita da almeno un avvocato per parte;

– presentarsi al Comune per il cosiddetto “divorzio fai da te” a condizione che non vi siano di figli minori (o maggiorenni non economicamente autosufficienti o portatori di grave handicap) da tutelare.

2)     In caso di separazione giudiziale, i termini per chiedere il divorzio raddoppiano ad un anno a partire dalla giorno in cui i coniugi sono comparsi davanti al giudice alla prima udienza (cosiddetta presidenziale). In tal caso, la domanda di divorzio può essere proposta solo se la sentenza di separazione è divenuta definitiva (anche solo parziale sullo status).

Ed ancora, l’art. 2 della nuova l. n. 55/2015 aggiunge un comma all’art. 191 c.c. andando così ad anticipare il momento dello scioglimento della comunione tra i coniugi.

Fino ad oggi la comunione legale si scioglieva con il passaggio in giudicato della sentenza di separazione giudiziale o del decreto di omologa della separazione consensuale; adesso, con la riforma, nell’ipotesi di separazione personale, la comunione tra i coniugi si scioglierà nel momento in cui il tribunale autorizzerà i coniugi a vivere separati, oppure alla data di sottoscrizione del processo verbale di separazione consensuale dei coniugi dinanzi al presidente, purché omologato. L’ordinanza, inoltre, con la quale i coniugi vengono autorizzati a vivere separati deve essere inviata all’ufficiale dello stato civile ai fini dell’annotazione dello scioglimento della comunione dei beni sull’atto di matrimonio.

Altro punto cardine della riforma è l’applicazione dei nuovi termini per la domanda di divorzio e lo scioglimento della comunione legale, anche ai procedimenti in corso alla data di entrata in vigore della l. n. 55/2015; pertanto, le regole saranno valide anche per le separazioni personali pendenti al 26 maggio.

Va, infine, chiarito che questa riforma non ha introdotto il divorzio immediato, ossia la possibilità di ottenere subito il divorzio senza la preventiva separazione.

Per poter, quindi, chiedere lo scioglimento del matrimonio sarà prima necessario che almeno uno dei coniugi abbia avviato una procedura per ottenere la separazione personale”.

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