Mantenimento dei figli, se il genitore non ha i mezzi l’obbligo passa ai nonni

Articolo pubblicato sul “Quotidiano Italiano” edizione di Barletta dell’ 11 agosto 2015

http://bat.ilquotidianoitaliano.it/attualita/2015/08/news/mantenimento-dei-figli-se-il-genitore-non-ha-i-mezzi-lobbligo-passa-ai-nonni-61557.html/

L’obbligo per gli ascendenti (nonni) di contribuire al mantenimento dei nipoti è stabilito dall’articolo 316 bis del codice civile. La norma in esame prevede che “i genitori devono adempiere i loro obblighi nei confronti dei figli in proporzione alle rispettive sostanze e secondo la loro capacità di lavoro professionale o casalingo. Quando i genitori non hanno mezzi sufficienti, gli altri ascendenti, in ordine di prossimità, sono tenuti a fornire ai genitori stessi i mezzi necessari affinché possano adempiere i loro doveri nei confronti dei figli”.

Ebbene, premesso quanto esposto dalla norma in esame, ci si chiede: quando esattamente sussiste l’obbligo di contribuire da parte degli ascendenti? Lo abbiamo chiesto al consulente legale di Bari Maurizio Tarantino.                     
“A tal proposito, secondo l’orientamento giurisprudenziale di merito, in particolare del provvedimento del Tribunale di Parma del 13 maggio 2014, i casi più frequenti di tale obbligo sono:
– l’impossibilità oggettiva di provvedere al mantenimento della prole da parte dei genitori (mancanza di disponibilità finanziaria, ad es. per disoccupazione o assenza di ogni risorsa economica);
– l’omissione volontaria (e dunque rifiuto) da parte di entrambi i genitori;
– l’omissione anche solo di uno dei genitori, qualora l’altro non abbia i mezzi per provvedere da solo al mantenimento dei figli.

Su tale questione, inoltre, giova ricordare la particolare regola della sussidiarietà sancita dalla Corte di Cassazione con la sentenza n. 20509 del 30 settembre 2010 secondo cui “l’obbligo di mantenere i propri figli, grava sui genitori in senso primario ed integrale, sicché qualora l’uno dei due genitori non voglia o non possa adempiere, l’altro deve farvi fronte con tutte le sue risorse patrimoniali e reddituali e deve sfruttare la sua capacità di lavoro, salva comunque la possibilità di agire contro l’inadempiente per ottenere un contributo proporzionale alle sue condizioni economiche. Tra gli ascendenti, l’onere di mantenimento dei nipoti può poi essere ripartito in proporzione alle rispettive capacità economico patrimoniali; e può assolvere valore anche il mantenimento “indiretto” fornito ai nipoti, ad esempio il fatto di averli accolti in casa a vivere insieme al genitore”.

Quindi, solo in via sussidiaria, si concretizza dunque l’obbligo degli ascendenti di fornire ai genitori i mezzi necessari per adempiere ai loro doveri nei confronti dei figli (rectius nipoti) previsto dall’art. 316 bis c.c., che comunque trova ingresso, non già perché uno dei due genitori sia rimasto inadempiente al proprio obbligo, ma se ed in quanto, l’altro genitore non abbia mezzi per provvedervi.

Orbene, premesso quanto innanzi esposto, sull’argomento in esame merita di essere citata la recentissima ordinanza della Suprema Corte di Cassazione n. 16296 del 03.08.2015.

Nel caso in esame, veniva rigettato il ricorso di un padre 35enne studente universitario fuori corso avverso la sentenza della Corte d’Appello di Bari che disponeva a suo carico un assegno di mantenimento alla figlia minore. Il giovane ricorreva per Cassazione eccependo il suo status di studente e quindi di soggetto ancora disoccupato e privo di reddito.

Sul punto la Cassazione è stata granitica nel confermare che l’onerato, papà di 35 anni ed ancora studente universitario, può benissimo ottemperare vendendo i cespiti di sua proprietà o, meglio, ricorrendo all’aiuto dei propri genitori che, in quanto ascendenti, sono tenuti a mantenere il nipote. Difatti il papà universitario risultava essere proprietario di un immobile che potrebbe benissimo alienare, e può usufruire altresì degli aiuti dei propri familiari dotati, peraltro, di buona posizione economica.

Alla luce delle considerazioni innanzi esposte, conformemente al citato orientamento giurisprudenziale, è ormai pacifico che sui nonni e gli ascendenti del minore grava l’obbligo di mantenere la prole dei propri figliquando questi ultimi hanno redditi insufficienti”.

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