Separazione e figli minori: il diritto dei nonni di frequentare i nipoti

Articolo pubblicato sul “Quotidiano Italiano” edizione di Barletta del 10 marzo 2015

http://bat.ilquotidianoitaliano.it/attualita/2015/03/news/separazione-e-figli-minori-il-diritto-dei-nonni-di-frequentare-nipoti-55278.html/

La separazione di una coppia con figli minori si ripercuote anche su una serie di rapporti familiari che la legge considera rilevanti, in primis il rapporto nonni-nipoti. I nonni possono vantare un vero e proprio diritto di visita nei confronti dei nipoti ancorché di genitori separati? Ne parliamo con il consulente legale di Bari Maurizio Tarantino.

“L’ art. 317 bis, c.c. introdotto dal D.Lgs. n. 154/2013, ed entrato in vigore il 7 febbraio 2014, recita al primo comma «gli ascendenti hanno diritto di mantenere rapporti significativi con i nipoti minorenni»; secondo comma «l’ascendente al quale è impedito l’esercizio di tale diritto può ricorrere al giudice del luogo di residenza abituale del minore affinché siano adottati i provvedimenti più idonei nell’esclusivo interesse del minore. Si applica l’art. 336, secondo comma».

Con il citato D.Lgs n. 154/2013, quindi, sono stati riconosciuti e codificati in capo agli ascendenti due tipologie di diritti: il diritto di mantenere rapporti significativi con i nipoti minorenni e il diritto di agire autonomamente in giudizio nell’ipotesi in cui l’esercizio di tale diritto sia in concreto impedito.

Il riconoscimento espresso del diritto degli ascendenti, siano essi nonni o bisnonni, di frequentare i nipoti minori di età, è novità di non poco momento in quanto, prima d’ora, un corrispondente diritto era riconosciuto, al contrario, solo ai nipoti nei confronti degli ascendenti in virtù dell’art. 155, primo comma c.c., previsione oggi contenuta nei nuovi artt. 315 bis e 337 ter c.c. In passato, infatti, a fronte del mancato riconoscimento da parte del nostro ordinamento di un “diritto dei nonni” a mantenere una relazione stabile e significativa con i nipoti, l’unica situazione giuridica riconosciuta in capo agli ascendenti era un “interesse” a che la continuità del loro rapporto con i nipoti fosse garantita.

Ora, l’ingresso nel nostro ordinamento della reciprocità del diritto del minore a mantenere legami significativi con gli ascendenti viene a completare il complesso della “tutela degli affetti del minore”.

Premesso tutto quanto innanzi esposto, si evidenzia come il principio in esame sia stato, recentemente, interpretato ed applicato dalla giurisprudenza nazionale in maniera opposta a quella comunitaria.

A tal riguardo, a livello nazionale, la Corte di Cassazione n. 752 del 19.01.2015, pur riconoscendo il diritto dei minori di conservare rapporti significativi con i nonni, ha ribadito che questi ultimi non hanno un autonomo diritto di visita ai nipoti. Secondo la detta decisione, il giudice prima di emettere provvedimenti sulla ripartizione delle visite ai minori deve effettuare una specifica indagine avendo come obiettivo una rafforzata tutela del diritto del bambino ad una crescita serena ed equilibrata; in altri termini, il diritto di visita dei nonni è sottoposto all’interesse esclusivo del minore.

Invece, a livello Comunitario, in maniera diametralmente opposta all’orientamento poc’anzi esposto, merita di essere citata la recentissima sentenza della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo, sez. II nel caso Manuello e Nevi c. Italia del 20 gennaio 2015.  Secondo la CEDU, il ruolo dei nonni è pari a quello dei genitori, almeno per quanto riguarda il diritto di visita sui nipoti. Con la conseguenza che, in caso di separazione della coppia,i genitori degli ex coniugi hanno il diritto ineliminabile di incontrare i minori, senza ostacoli di sorta, qualora ciò non si ripercuota in un pregiudizio per i piccoli.

Per meglio dire, secondo la Corte Europea spetta alle autorità interne predisporre tutte le misure necessarie per tutelare il benessere del minore e favorire il percorso di conciliazione con i nonni, necessario preservare i diritti legittimi delle parti anche tramite il rispetto delle decisioni giudiziarie. Quindi, se, fino ad oggi, i giudici si sono impegnati di tutelare solo il diritto di visita dei genitori, rispetto ai figli, questo stesso legame è estensibile anche ai nonni ai quali si applicano gli stessi principi.

In virtù di tutto quanto innanzi esposto, pur in presenza di due diversi orientamenti, resta il fatto che gli ascendenti come i genitori, sono titolari del diritto ineliminabile di visita ai nipoti senza ostacoli di sorta,qualora ciò non si ripercuota in un pregiudizio per i minori”.

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