Eredità, come tutelarsi dai debiti del defunto

Articolo pubblicato sul “Quotidiano Italiano” edizione di Barletta del 05 ottobre 2015

http://bat.ilquotidianoitaliano.it/attualita/2015/10/news/eredita-come-tutelarsi-dai-debiti-del-defunto-63550.html/

La questione della successione ereditaria ha da sempre generato parecchi interrogativi, soprattutto riguardo alla tutela degli eredi. Molto spesso, infatti, gli eredi ricevono in successione, dal proprio caro defunto, onerosi debiti da dover pagare, ritrovandosi a dover gestire numerose difficoltà.

A tal proposito, esistono strumenti legali che potrebbero ritornare utili nella risoluzione di tali problemi, tutelando l’incolumità degli eredi. Approfondiamo l’argomento con la preziosa collaborazione del consulente legale barese Maurizio Tarantino.

“In tutela degli eredi vi sono due possibilità che la legge offre: la rinuncia all’eredità e l’accettazione con beneficio di inventario.

1) La rinuncia all’eredità, prevista dagli artt. 519 e ss. del codice civile, è una dichiarazione formale ricevuta da un notaio o dal cancelliere del Tribunale del circondario in cui si è aperta la successione, con la quale l’erede impedisce l’ingresso, nel suo patrimonio, dei diritti derivanti dall’eredità. In merito alla forma, la Corte di Cassazione con la sentenza n. 4274 del 20.02.2013, ha ribadito la nullità della rinuncia senza l’osservanza della forma prescritta dalla legge; pertanto, la rinuncia, a differenza dell’accettazione, non può avvenire tacitamente.

La legge non prevede un termine entro il quale può essere effettuata la rinuncia, tuttavia lo stesso si desume dal termine previsto per l’accettazione dell’eredità e quindi anche la rinuncia si prescrive nel termine di dieci anni decorrente dall’apertura della successione.

Se però il chiamato all’eredità è già nel possesso dei beni ereditari e non compie l’inventario entro tre mesi o, avendolo compiuto, non dichiari di accettare l’eredità con beneficio d’inventario nei quaranta giorni successivi, l’eredità si considera accettata puramente e semplicemente.

Trascorso tale termine il soggetto non può più rinunciare all’eredità; la stessa deve intervenire, quindi, prima che siano trascorsi tre mesi dall’apertura della successione.

Con la rinuncia l’erede non sarà tenuto a rispondere delle insolvenze del defunto (sia con lo Stato, di natura tributaria, sia con i privati).

Quindi, prima di accettare l’eredità, sarà sempre necessario fare una ricognizione dei debiti e dell’attivo lasciato dal soggetto deceduto. Se le voci passive sono superiori a quelle attive, meglio rinunciare all’eredità. Se, invece, l’erede non riesce ad avere certezza circa eventuali debiti lasciati dal defunto, sarà più prudente una accettazione con beneficio di inventario.

2) L’accettazione con beneficio di inventario, prevista dagli artt. 490 e ss. del codice civile, è un atto giuridico mediante il quale una persona dichiara di accettare un’eredità ma di voler evitare che il suo patrimonio personale venga confuso con quello del defunto.

Di norma quando si accetta l’eredità si ricevono per successione non soltanto i beni materiali della persona defunta ma anche alcuni crediti e debiti che questi aveva nei confronti di terzi e che non si sono estinti per effetto della sua morte; perciò chi entra in possesso dell’eredità deve onorare i debiti e quando questi siano ingenti può rivelarsi tutt’altro che conveniente.

Per meglio dire, l’accettazione con il beneficio d’inventario comporta che si ereditino tutti i crediti e i debiti del defunto e che si possa riscuotere tutti i crediti; tuttavia non si è tenuti a pagare debiti o a soddisfare legati che vadano oltre il valore del patrimonio ricevuto. In questo modo i debiti vengono estinti solo con l’utilizzo del patrimonio del de cuius e non anche con quello dell’erede.

A tal proposito, l’erede interessato dovrà rivolgersi alla cancelleria del Tribunale civile del luogo in cui il defunto ha avuto l’ultimo domicilio, presentando una dichiarazione in cui manifesta la volontà di accettare l’eredità con beneficio d’inventario. L’erede può anche rivolgersi ad un notaio che procederà alla trasmissione della dichiarazione al Tribunale. Prima o dopo aver reso la dichiarazione, l’erede deve presentare, sempre presso la cancelleria del Tribunale, un’istanza per la formazione dell’inventario dei beni del defunto.
Tuttavia, per avere il beneficio d’inventario occorre rispettare dei termini che variano a seconda che l’erede sia o meno già in possesso dei beni del defunto.

Nel caso in cui l’erede è in possesso di beni ereditati, quest’ultimo deve compiere l’inventario entro tre mesi dalla data di apertura della successione. Se l’inventario non è compiuto nei tre mesi, chi ha accettato l’eredità non può più ottenere il beneficio d’inventario e diventa erede puro e semplice, con la conseguenza che risponderà dei debiti del defunto anche con il proprio patrimonio. Compiuto l’inventario, l’erede che non ha ancora presentato la dichiarazione di accettazione con beneficio d’inventario deve farlo entro quaranta giorni dal compimento dell’inventario stesso.

Invece, nel caso in cui l’erede non è in possesso di beni appartenenti al defunto, questo può presentare dichiarazione di accettazione con beneficio d’inventario entro dieci anni dalla data di apertura della successione.

Alla luce delle considerazioni innanzi esposte, prima di accettare l’eredità sarà opportuno conoscere anteriormente la situazione patrimoniale del defunto. In caso di debiti, quindi, l’erede potrà rinunciare all’eredità oppure separare i propri beni da quelli ereditati grazie al beneficio d’inventario”.

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