Acquisti online, vantaggi e rischi: quali tutele per il consumatore?

Articolo pubblicato sul “Quotidiano Italiano” edizione di Barletta del 30 dicembre 2015

http://bat.ilquotidianoitaliano.it/attualita/2015/12/news/acquisti-online-vantaggi-e-rischi-quali-tutele-per-il-consumatore-67360.html/

Lo shopping online si conferma, sempre più, l’alternativa al giro dei negozi tradizionali per i regali di Natale. Invero, con il dilagare dell’e-commerce e il proliferare dei siti che offrono i servizi di vendita online a prezzi anche molto vantaggiosi, lo shopping natalizio degli ultimi anni sta prendendo una piega completamente innovativa rispetto al passato. Sempre più persone, infatti, scelgono di sbrigare la pratica dei regali stando comodamente seduti davanti al loro pc.

Tuttavia, è altrettanto vero che con questo tipo di compravendita aumenta anche il rischio che i beni acquistati non siano esattamente quelli che gli acquirenti si aspettano. Ne parliamo con il consulente legale di Bari Maurizio Tarantino.

“Orbene, sul punto giova ricordare che per vendita on line si intende una vendita effettuata tramite Internet, mediante accesso del compratore al sito web del venditore. La vendita on line rientra quindi nell’ambito dell’e-commerce (commercio elettronico), ossia in quell’insieme di pratiche dirette alla commercializzazione di un bene o di un servizio per via telematica (tramite Internet, invio di e-mail alla clientela, ecc.).

La tutela dei consumatori impone al venditore di adempiere a particolari obblighi informativi, a protezione della parte debole del rapporto.

Premesso quanto esposto, cosa accade se il pacco regalo arriva danneggiato o malfunzionante?

Dopo la modifica apportata dal D.Lgs. 21/2014 (in vigore dal 13 giugno 2014), si ritiene che, per quanto riguarda la tutela dei consumatori nella vendita on line, la relativa disciplina sia sostanzialmente racchiusa nel c.d. “Codice del Consumo” (D.Lgs. 206/2005) e precisamente nelle norme che regolamentano la vendita a distanza. Non si deve peraltro dimenticare che lo stesso art. 68 del Codice del Consumo contiene un’importante norma, la quale rinvia – per quanto non ivi disciplinato – ad un’altra normativa, ossia al D. Lgs. 70/2003 relativo all’e-commerce.

Sulla base di tali disposizioni, infatti, il venditore è tenuto a consegnare al consumatore beni che siano conformi al contratto di vendita. Viceversa egli incorrerà in responsabilità per qualsiasi difetto di conformità che si manifesti entro due anni dalla consegna del bene, purché l’acquirente lo denunci entro due mesi dalla scoperta.

Se non viene fatta alcuna contestazione entro detto termine, l’acquirente perde il diritto di richiedere la riparazione o la sostituzione del prodotto oppure la riduzione del prezzo o la risoluzione del contratto di vendita, a meno che il venditore non abbia riconosciuto l’esistenza del difetto o lo abbia nascosto. È inoltre opportuno ricordare che la garanzia di conformità del prodotto ha una durata di 2 anni che partono dal giorno di consegna della merce.

A tal proposito, è bene ricordare che il consumatore che abbia ricevuto un bene difettoso non può rivolgersi direttamente al produttore; ad essere responsabile nei suoi confronti, infatti, è solo il venditore, in ragione del contratto stipulato. Sarà poi quest’ultimo, eventualmente, a rivalersi sul produttore, se ne sussistono i presupposti.
L’acquirente, inoltre, ha anche il diritto al risarcimento del danno che può essere stato causato da un prodotto difettoso che non abbia cioè offerto una sufficiente garanzia di sicurezza.

In questo caso però l’acquirente (a differenza del caso precedente) deve innanzitutto rivolgere le sue contestazioni non al fornitore, bensì al produttore, vale a dire il fabbricante del prodotto finito o di un suo componente. Se però il produttore non è stato individuato, la responsabilità può ricadere anche sul fornitore cioè su colui che ha distribuito il prodotto se lo stesso non ha comunicato entro il termine di 3 mesi dalla richiesta avanzata dall’acquirente, l’identità e il domicilio del produttore o della persona che gli ha fornito il prodotto. Il danno a cose è tuttavia risarcibile solo nella misura che superi la somma di € 387,00 (Art. 123 Codice del Consumo).

Il diritto al risarcimento si prescrive in 3 anni che decorrono dal giorno in cui la persona danneggiata ha avuto o avrebbe dovuto avere conoscenza del danno, del difetto del prodotto e dell’identità del soggetto responsabile.

Il danneggiato ha tuttavia l’obbligo di chiedere il risarcimento entro il termine di 10 anni dal giorno in cui il produttore o l’importatore del prodotto all’interno del territorio dell’Unione europea ha messo in circolazione la merce che ha causato il danno. In questo caso, è inoltre necessario proporre una vera e propria domanda giudiziale da presentare cioè al giudice per evitare la decadenza dal diritto di chiedere il risarcimento del danno.

Alla luce delle considerazioni innanzi esposte, si evidenzia che l’acquirente che compra online un prodotto rivelatosi difettoso ha il diritto di farlo riparare o sostituirlo o chiedere indietro i soldi e pretendere anche un risarcimento se la merce acquistata ha causato danni”.

 

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