Visita fiscale in malattia: cosa accade quando il lavoratore è assente ingiustificato

Articolo pubblicato sul “Quotidiano Italiano” edizione di Barletta del 18 gennaio 2016

http://bat.ilquotidianoitaliano.com/attualita/2016/01/news/visite-fiscali-in-malattia-cosa-accade-quando-il-lavoratore-e-assente-ingiustificato-67937.html/

Dal punto di vista del diritto del lavoro, la malattia viene definita come uno stato di alterazione della salute che provoca un’assoluta o parziale incapacità di svolgere l’attività lavorativa. I lavoratori, siano essi pubblici o privati, in caso di assenza dal posto di lavoro a causa di una malattia, hanno diritto a percepire l’indennità relativa (cd. indennità di malattia).

La misura dell’indennità varia a seconda della tipologia di lavoratore, del datore di lavoro – sia esso pubblico o privato – del contratto collettivo applicabile e della durata della malattia, con esclusione di alcune categorie di lavoratori che non hanno diritto a percepire l’indennità (ad esempio: dirigenti, lavoratori autonomi, collaboratori familiari, ecc.).

Quanto alla disciplina, essa cambia a seconda che l’assenza per malattia sia di durata pari o inferiore a 10 giorni, oppure sia superiore a 10 giorni:
– per le assenze da malattia pari o inferiori a 10 giorni, nonché per le assenze fino al secondo evento nel corso dell’anno solare, il lavoratore può rivolgersi anche al medico curante non appartenente al SSN (o con esso convenzionato);
– se invece l’assenza supera i 10 giorni o nei casi di eventi di malattia successivi al secondo nel corso dell’anno, la certificazione deve essere rilasciata esclusivamente dal medico del SSN (o con esso convenzionato).

Allo scopo di rendere possibile il controllo dello stato di malattia, il lavoratore ha l’obbligo di essere reperibile presso l’indirizzo abituale o il domicilio occasionale durante tutta la durata della malattia comprese le domeniche e i giorni festivi, nell’ambito delle fasce di reperibilità stabilite dalla legge. Cosa accade, invece, se il lavoratore risulta assente da casa? Ne parliamo con il consulente legale di Bari Maurizio Tarantino.

“Sull’argomento, giova ricordare che la visita fiscale è un accertamento previsto dall’art. 5 della L. 300/70, predisposto dall’INPS o dal datore di lavoro per verificare l’effettivo stato di malattia del dipendente assente per motivi di salute. La visita fiscale, infatti, non è limitata a un controllo della presenza del lavoratore in malattia nel domicilio, ma a una vera e propria verifica di merito.

Il lavoratore, pertanto, avrà l’obbligo di farsi trovare all’atto dell’accesso del medico fiscale (cd. obbligo di reperibilità), al proprio domicilio, dal primo giorno fino alla conclusione della malattia. Chiaramente detto obbligo vige in determinati orari a seconda della tipologia di dipendente, sia esso pubblico o privato.

Per i dipendenti pubblici la reperibilità è prevista per tutti i giorni della settimana, compresi i festivi ed eventuali giorni di riposo, dalle ore 9.00 alle ore 13.00 e dalle ore 15.00 alle 18.00.
Per quanto concerne i dipendenti privati, invece, tutti i giorni della settimana, ma dalle ore 10.00 alle ore 12.00 e dalle ore 17.00 alle ore 19.00.

Tale obbligo non sussiste nel caso di patologie gravi che richiedono terapie salvavita, in caso di infortuni sul lavoro, malattie professionali comprovate, malattie dipendenti da una invalidità riconosciuta, nel caso di gravidanza a rischio ovvero nel caso si sia già stati sottoposti a visita fiscale.

Cosa accade se il lavoratore in malattia risulta assente durante la visita fiscale?
Il lavoratore dovrà fornire giustificazione alla propria assenza e, in caso di mancata giustificazione o qualora la stessa non sia ritenuta valida, le sanzioni risultano abbastanza gravi, infatti, è previsto il mancato pagamento dell’indennità di malattia in misura via via maggiore:
1) nessun indennizzo per un massimo di 10 giorni di calendario, dall’inizio della malattia, in caso di prima assenza alla visita di controllo;
2) il 50% dell’indennità nel periodo restante di malattia in caso di seconda assenza a visita di controllo;
3) nuovamente il 100% dalla terza assenza a visita di controllo.

Tuttavia, sul punto la giurisprudenza di legittimità ha avuto modo di precisare che non è sanzionabile con la perdita dell’indennità di malattia l’assenza del dipendente alla visita di controllo effettuata nelle fasce di reperibilità se tale assenza sia stata determinata non dall’intenzione di sottrarsi al controllo, ma dalla presenza di un giustificato motivo (esso, nella specie, è stato individuato nella coincidenza temporale di un ciclo di cure mediche praticate al di fuori dell’abitazione del dipendente). (In tal senso Cassazione Civile n. 8012 del 6.04.2006).

Invece, legittima il licenziamento per giusta causa, l’immotivata assenza del lavoratore alla visita di controllo per malattia, qualora tale comportamento si sia già verificato e sia stato disciplinarmente sanzionato, in quanto l’ostinazione del lavoratore nell’ignorare i doveri inerenti al modo di comportarsi in caso di malattia è da considerarsi motivo atto a compromettere la fiducia del datore di lavoro. (Cassazione Civile n. 1603 del 28/01/2015 – Cassazione Civile n. 3226 dell’11.02.2008).

Alla luce delle considerazioni innanzi esposte, si evidenzia che il lavoratore ha l’obbligo di predisporre diligentemente una situazione tale da consentire il controllo domiciliare; in caso di non reperibilità, salvo situazioni particolari, il lavoratore può essere sanzionato”.

 

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...