Separazione: a chi spetta l’affidamento dell’animale domestico

Articolo pubblicato sul “Quotidiano Italiano” edizione di Barletta del 1 marzo 2016

http://bat.ilquotidianoitaliano.com/attualita/2016/03/news/separazione-a-chi-spetta-laffidamento-dellanimale-domestico-69456.html/

Con il crescere dell’importanza degli animali domestici nella vita delle persone, stabilire a chi debba essere affidato il cane o il gatto di famiglia non è affatto cosa semplice. Al contrario di quanto avviene in altri paesi europei, in Italia sulla questione ci troviamo ancora indietro e l’esigenza di adeguare le disposizioni del nostro ordinamento in materia di animali si fanno sempre più sentite.

Quasi una famiglia su due in Italia vive con un animale domestico e sempre più nella vita quotidiana vi sono casi, di separazione fra coniugi, nei quali cani, gatti ed altri animali diventano oggetto del contendere in un quadro normativo attualmente carente.

In assenza di matrimonio, invece, dal punto di vista legale, il detentore temporaneo dovrebbe essere obbligato alla restituzione immediata dell’animale al suo intestatario. In caso di mancata restituzione, il giudice potrebbe intimare di restituire il cane al proprietario nel momento in cui lo stesso abbia trovato una sistemazione adeguata. In tal caso, se l’intestatario ricorresse alle vie legali, l’altro dovrebbe organizzarsi per dimostrare che l’animale ha sviluppato una relazione affettiva con entrambi e che entrambi se ne sono presi cura in egual misura. Si potrebbe chiedere al giudice l’affidamento congiunto dello stesso e dimostrare che ciò rappresenta il bene dell’animale stesso.

Oggi, pertanto, l’animale cessa di essere assimilato a un semplice bene-oggetto della coppia, difatti diventa un essere titolare di diritti, anche dopo lo scioglimento del matrimonio dei padroni. E ciò, se prima era comunemente accettato, in via interpretativa nelle aule dei Tribunali, oggi si può trovare un fondamento normativo nella legge italiana (Legge n. 201/2010) che non fa altro che ratificare ed eseguire la Convenzione europea per la protezione degli animali da compagnia (Convenzione di Strasburgo del 13.11.1987).

Premesso quanto esposto, attualmente, cosa accade in caso di separazione giudiziale dei coniugi? Sul punto la giurisprudenza di merito ha precisato che l’animale non può essere più collocato nell’area semantica concettuale delle “cose” dovendo essere riconosciuto come “essere senziente”. Non essendo l’animale una «cosa», bensì un essere senziente, è legittima facoltà dei coniugi – in sede di separazione – quella di regolarne la permanenza presso l’una o l’altra abitazione e le modalità che ciascuno dei proprietari deve seguire per il mantenimento dello stesso”; quindi, in assenza di norme precise, le spese ordinarie possono essere a carico di detiene l’animale, le spese straordinarie, invece, per il mantenimento potranno essere ripartite in misura pari tra i coniugi. (Tribunale, Milano, sez. IX civile, decreto 13/03/2013).

Sul punto, di particolare importanza, merita di essere citato il recentissimo decreto del Tribunale di Como del 3 febbraio 2016 secondo cui è lecito inserire, all’interno dell’atto di separazione consensuale, una postilla che disciplina il mantenimento e i tempi di frequentazione dell’animale. Difatti l’accordo fra le parti non contrasta con alcun principio di ordine pubblico; anzi: interviene su di una questione meritevole di tutela perché risulta di particolare interesse per le parti e non si esaurisce nella sfera economica. Ma, secondo il giudice, quando gli ex coniugi sono in contrasto sul punto, il tribunale non è affatto tenuto a assegnare l’animale d’affezione a uno dei due.

Alla luce di tutto quanto innanzi esposto, l’accordo sull’animale d’affezione, secondo i principi dettati dalla convenzione di Strasburgo, è una questione di preminente interesse per gli ex coniugi non contraria ad alcuna norma cogente. Tuttavia, giova ricorda che, se dovesse essere approvato il disegno di legge presentato in materia (nuovo articolo 455 ter c.c.), l’affido degli animali familiari in caso di separazione dei coniugi da parte del giudice diventerà un’apposita previsione di legge.

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